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7 agosto 2017

Vacanze rovinate, il rimedio c’è

Le ferie rappresentano un momento di svago e di relax dopo un anno di impegni lavorativi. O almeno dovrebbero, visto che spesso capita che non tutto vada come previsto. Trovandosi a dover fronteggiare imprevisti e disservizi che possono arrivare a trasformare la vacanza in un vero e proprio incubo. Dall‘assegnazione di un albergo di categoria inferiore rispetto a quello pubblicizzato nel dépliant all’overbooking, fino allo smarrimento dei bagagli. Tutelarsi è comunque possibile: ecco come fare.

Il danno da vacanza rovinata. Negli ultimi anni ha preso sempre più piede la formula dei pacchetti turistici all inclusive.

Anche se spesso accade che i turisti facciano rientro a casa inferociti a causa delle ferie rovinate da alcuni disservizi. Per fare qualche esempio, una volta arrivati sul posto può capitare di trovarsi a fronteggiare l’assegnazione di un albergo di categoria inferiore rispetto a quella pubblicizzata nel dépliant, l’indisponibilità dei letti presso l’hotel o il non funzionamento della struttura alberghiera prenotata. In questi casi, se uno dei servizi previsti da contratto manca in tutto o in parte o se viene eseguito in maniera diversa rispetto a quanto stabilito, la responsabilità ricade sull’organizzatore.

Per tutelarsi le possibilità sono due: presentare un reclamo durante la vacanza per far sì che il tour operator possa rimediare oppure richiedere al rientro un risarcimento per danno da vacanza rovinata (introdotto con l’articolo 47 del Codice del Turismo, Dlgs 79 del 23 maggio 2011). Il quale stabilisce che, nel caso in cui il viaggiatore non abbia potuto godere pienamente del periodo di ferie come occasione di svago e/o di riposo, può chiedere un risarcimento danni. Per poter procedere, è bene tenere a mente alcuni suggerimenti. Il primo passo è di conservare sempre il contratto di vendita del pacchetto turistico sottoscritto insieme ai dépliant che illustrano la location e ai biglietti di viaggio.

Una volta arrivati sul posto, un altro consiglio è di fotografare i luoghi che non corrispondono a quelli descritti sui dépliant e di conservare scontrini e ricevute di tutte le spese fatte per rimediare alla situazione di disagio. Entro dieci giorni dal rientro, occorre poi inviare una lettera raccomandata al tour operator e all’agenzia viaggi, con la descrizione precisa e dettagliata dei disservizi subiti, insieme a una richiesta di risarcimento danni delle spese sostenute. Alla lettera andranno allegate anche copie delle foto e degli scontrini. Da non scordare poi di sottolineare il danno da stress psico-fisico subito. Se la controparte non accoglie il reclamo, è possibile rivolgersi al giudice di pace.

Over-booking e ritardi. Per chi parte con vacanze fai da te, invece, uno dei problemi più frequenti è di incorrere nella cancellazione del volo senza preavviso o nel cosiddetto over-booking, ossia la vendita di biglietti in numero superiore rispetto a quelli disponibili subaereo, che comporta il mancato imbarco dei passeggeri in eccedenza. In questo caso le strade che è possibile percorrere per rivelarsi sulla compagnia aerea sono diverse. È infatti possibile optare per il rimborso del biglietto per intero entro la settimana oppure per un volo alternativo verso la destinazione prescelta. La terza possibilità prevede invece una compensazione pecuniaria di 250 euro per le tratte aeree inferiori o pari a 1500 km; 400 euro per le tratte comprese tra 1.500 e 3.500 km; 600 euro per le altre tratte. In questi casi le compagnie provvedono inoltre anche l’offerta gratuita di pasti o rinfreschi e il trasporto fino a destinazione se il passeggero sceglie di atterrare in un aeroporto diverso.

Smarrimento bagagli. Se si viaggia in aereo può infine capitare di trovarsi ad affrontare lo smarrimento dei bagagli. In questo caso, occorre recarsi presso l’ufficio oggetti smarriti della compagnia aerea e compilare un modulo dedicato con la descrizione della valigia. Se dopo 21 giorni il bagaglio non è ancora stato trovato, è possibile richiedere il risarcimento del danno, inviando reclamo alla compagnia aerea (nel caso in cui invece la valigia arrivi danneggiata quest’ultimo va inviato entro sette giorni dal rientro). Se si è viaggiato con compagnie appartenenti a paesi Ue si ha diritto a un risarcimento massimo di circa 1.200 euro; per quelle che invece non aderiscono alla Convenzione di Montreal del 1999 il rimborso arriva fino a 20 euro per kg.

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